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I luoghi - Le mura di Fra Giocondo con i placidi ippocastani di Giovanni Comisso - Carlo Bernardi (Metalferramenta) e le rpime pubblicità per il Cagnan

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  Via Frà Giocondo Via Frà Giocondo è la seconda laterale destra di via Canova, raggiunge varco Santa Bona. L'area fu compresa all'interno delle mura solo a partire dal Trecento ed ebbe nel tempo numerose denominazioni: borgo di Santa Bona, Conegliano Novello (dal 1184 al 1214, v. varco Santa Bona), borgo al Loco (dopo il 1512), borgo delle Orsoline (dopo il 1611, v. via Orsoline). L'antico nome borgo Alloco, confermato dalle delibere del 1883, è di difficile interpretazione. Secondo Matteo Sernagiotto deriva da ad locum ("al luogo"), sottintendendo la presenza di postriboli. Altri lo rimandano a lucco, una ricca veste di panno o damasco indossata da nobili e funzionari, nonché dai tanti Fiorentini che si erano trasferiti a Treviso nel Trecento. Una terza ipotesi lo lega semplicemente all'allocco, rapace notturno. Infine, c'è chi lo avvicina sempre al latino locus ma nell'accezione di "sepolcro" in quanto nella zona è documentata l'e...

Spiriti inquieti,Spiriti Liberi : Maccari, il Selvaggio e Treviso nel 1935

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  Spiriti inquieti,Spiriti Liberi : Maccari, il Selvaggio e Treviso Il  Selvaggio  è una  rivista  ideata da Angiolo Bencini, un ex- ufficiale  e  vinaio ,  ras  di  Poggibonsi , che ne inizia la pubblicazione a  Colle Val d'Elsa , in  provincia  di  Siena  il  13 luglio   1924 . La  rivista  esce dopo due anni dalla  marcia su Roma  e dopo un mese dall' assassinio  di  Matteotti  e riporta sotto la testata del primo numero la qualifica di  Battagliero fascista . Mino Maccari , giovane  laureato  in  legge  e già esperto  xilografo  e  incisore  ne diventa il redattore e in seguito direttore. Dal 1924 al  1925   Il  Selvaggio  presenta caratteri chiaramente squadristi, agrari e bastonatori come si può leggere sul numero del  12 ottobre  1924 nell'editoriale  Botte ai liberali , o sul numero...

IL CAGNAN Settimanale Satirico-Artistico , Vicende e storie del roseo foglio

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  La scapigliatura trevigiana di quel periodo (parliamo del 1920 o giù di lì), subito dopo la guerra, quando i primi sussulti del fascismo sorgente facevano già prevedere la marcia su Roma, era, come d'altronde accade anche adesso,prettamente provinciale, condizionata dalla vita di una cittadina limitatrice della vita sociale e culturale, pronta a reprimere in mille modi ogni movimento sospetto fin dal primo insorgere. Una scapigliatura, quindi,costretta ad essere casalinga e ambigua : un prezzo, anzi uno scotto pagato per sopravvivere. Remigio Forcolin Remigio Forcolin e alcuni amici,fra cui Vianello e Cancian,queste cose le sapevano molto bene,ma fu proprio questa conoscenza delle abitudini del nemico, che consentì loro di varare il loro 'Cagnan', senza il necessario placet dei benpensanti, della borghesia e della nobiltà che imperavano e sottomettevano intellettualità cultura e arte.... Sante Cancian Un ...

...è dal lontano 2013 che non si parla dell'avventura storica di 'Quelli del Cagnan'.

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 E' dal lontano 2013 che non si parla dell'avventura storica di 'Quelli del Cagnan'. "Uno dei percorsi che venivano sviluppati riguardava Treviso e le ‘Rotte del Cagnan’. Partendo dal centro storico di Treviso è possibile percorrere, in diverse direzioni, delle 'rotte' che portano a toccare i centri della Marca, ricchi di storia arte e cultura. Borghi d’Europa ha voluto ricostruire le 'rotte', proponendo dei percorsi del gusto inediti. Il Cenacolo 'Quelli del Cagnan' organizzò quindi la riscoperta di borghi e contrade, iniziando da Contrada Sant’Agostino. Dino Buzzati definì la città di Treviso “la Piccola Atene” perché nel periodo storico compreso tra le due Guerre, Treviso accolse numerosi poeti e artisti : facendo riferimento a questa espressione, i giornalisti e comunicatori dell’Associazione Internazionale Borghi Europei del Gusto e dell’Altratavola proposero alcuni momenti di incontro e di informazione su questo  tema. L’iniziativa fac...